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… e se ti dicessero che il golf è uno sport pericoloso?

… e se ti dicessero che il golf è uno sport pericoloso?

Nessuno crederebbe mai a questa affermazione in realtà, ti stupirai leggendo che il golf è una disciplina che nasconde molte insidie: fulmini, buche mangia uomini, palline killer, alligatori, e laghetti con squali. Il golf, quindi è da considerarsi uno sport “pericoloso” e anche nei più esclusivi campi da gioco conviene tenere gli occhi puntati non solo sulla pallina ma anche attenti a tutto ciò che ci circonda.
Ciò che segue sono fatti realmente accaduti, alcuni di questi anche con finale tragico e che associati alla parola “golf”, sport ritenuto da tutti rilassante e senza pericoli, sembrano ancora più incredibili.

– MINIERE SOTTO IL CAMPO DA GOLF.
Mark Minhall, un broker assicurativo protagonista di un singolare episodio al Golf Club Annbriar vicino a Waterloo in Illinois.
Arrivato alla buca 14, il 43enne è sprofondato in una voragine che si è aperta improvvisamente sotto i suoi piedi mentre dal fairway (il corridoio di erba rasata che dal tee porta al green) stava per effettuare il suo terzo colpo.
Inghiottito dal buco, Minhall si è ritrovato a sei metri di profondità, stretto tra sabbia e fango. Per tirarlo fuori, gli esterrefatti amici che l’hanno visto sparire sono stati costretti a usare una corda: l’uomo è stato issato per la vita e salvato dopo una ventina di minuti.
Per fortuna, il broker assicurativo se l’è cavata solo con una lussazione alla spalla e tanto spavento.
«Nel Sud Ovest dell’Illinois sono frequenti episodi del genere», ha poi spiegato Sam Panno, un geochimico che lavora presso l’Us Geological Survey, «e sono causati dalle antiche miniere sotterranee che rendono la terra meno stabile».

– MILLER, PALLA CONTRO LA MOGLIE.
Nel golf non serve solo stare attenti a dove si mettono i piedi, conviene dare un’occhiata anche a quello che combinano i compagni di gioco.
Per informazioni basta chiedere a Morgan Beck che, nel dicembre 2012, era impegnata in una partita con il marito, la stella dello sci statunitense Bode Miller, quando l’uomo l’ha messa ko con un drive (il colpo di partenza).
Beck si è ritrovata la palla dritta in faccia ed è finita in ospedale con varie tumefazioni e un taglio sull’arcata sopraccigliare.

– NEGLI USA IL CAMPO VA A FUOCO.
Peggio è andata al Shady Canyon Golf Club di Irvine, in California, dove è bastato il colpo di un giocatore per mandare in fumo 12 acri del campo.
Per uscire dal rough (l’erba alta ai lati del fairway) in cui era finito, l’uomo ha colpito accidentalmente una roccia con la mazza sbagliando lo swing (il movimento che serve per far alzare la pallina) e l’impatto ha provocato la scintilla da cui è iniziato l’incendio. Per domare le fiamme, ci sono voluti ben 150 vigili del fuoco.

Nei campi da golf si può quindi spronfondare in antiche miniere ed è assolutamente obbligatorio dare un’occhio ai compagni di gioco, ma uno dei pericoli più insidiosi per i golfisti provengono dal cielo. I fulmini, infatti, sono forse l’unico vero spauracchio di questa disciplina, tanto che il regolamento prevede precisi comportamenti in caso di temporali: quando la carica elettrica presente nell’aria supera la soglia di sicurezza, i giocatori devono abbandonare il campo e chi sgarra rischia pesanti sanzioni.

– IN TRE COLPITI DA UN FULMINE
Nel 1975, durante il Westlake Open di Chicago il trio Lee Trevino, Bobby Nichols e Jerry Heard fu colpito da un fulmine.Trasportati in ospedale, i tre sopravvissero. Ma l’incidente li costrinse a convivere con terrificanti mal di schiena. Dei tre, solo Trevino riuscì a mantenersi nelle posizione alte di classifica del PGA Tour.

– TRE DONNE MORTE IN CAMPO.
Meno fortunate sono state tre donne che in Germania nel 2012 sono rimaste fulminate, mentre un’altra ha lottato per giorni prima di salvarsi.
Le giocatrici erano impegnate in un Golf Club di Kassel, città dell’Asia settentrionale, quando furono sorprese da una tempesta. Le quattro donne decisero di allontanarsi dal campo, trovando rifugio in un capanno: sfortuna volle, però, che il fulmine colpisse proprio la casetta, uccidendone tre sul colpo.

Attenzione, se i fulmini sono probabilmente la prima causa di morte sui campi da golf, anche gli alberi possono rivelarsi molto pericolosi.

– KO PER LA CADUTA DI UN RAMO.
Franco Castagno aveva deciso di trascorrere il giorno di Pasquetta al Royal Park i Roveri (un campo immerso nel Parco della Mandria tra Torino e la Valle di Lanzo) quando è stato travolto da un grosso ramo di un rovere, sradicato dal forte vento.
Il 52enne è morto sotto gli occhi della moglie alla buca 9, colpito da un beffardo destino, con la pallina da giocare a soli quattro metri. Un incidente di percorso, anche se i responsabili del golf club hanno ammesso di visionare a uno a uno tutti gli alberi, proprio per evitare cadute improvvise.

Anche i laghetti, da semplici ostacoli, si possono trasformare in trappole mortali.

– FATALE CADUTA NEL LAGHETTO.
A maggio 2007, Homar Niang Chekhou – addetto alla manutenzione del Golf Club Le Robinie di Solbiate Olona – stava guidando il trattorino per tagliare l’erba e, a causa del terreno bagnato, è finito in uno dei quattro laghetti del campo.
Il 40enne originario del Senegal è rimasto incastrato nel mezzo e trascinato sul fondo melmoso della pozza. Chekhou è stato ritrovato il giorno successivo: il cappello caduto sul bordo del laghetto ha fatto intuire la tragedia.

Prestare attenzione anche all’erba, può contenere veleni mortali.

– FUNGHICIDI MORTALI NELL’ERBA.
Si racconta, infatti, che nel 1982 il tenente della Marina statunitense George M. Prior giocò al Army-Navy Country Club di Alrington in Virginia tenendosi in bocca il tee (il chiodo di legno che sostiene la palla al primo colpo) per tutto il percorso. Cominciò a lamentare forti mal di testa. Che poi, nella notte, si trasformarono in febbre e nausea.
Il tenente morì dopo 10 giorni e in ospedale scoprirono che una sostanza tossica gli aveva bruciato l’80% della pelle e causato il collasso degli organi vitali.
A uccidere Prior fu un fungicida usato dell’Army-Navy Golf per proteggere l’erba del percorso. Peccato che il militare fosse allergico proprio a quella sostanza.

Per chi è ancora convinto che il golf sia uno sport rilassante e senza pericoli, si possono segnalare anche le invasioni di animali sui campi. E non sempre si tratta di simpatici cagnolini che s’impossessano della pallina.

– CANE INVADE IL CAMPO DA GOLF.
E’accaduto a ottobre 2012 a Paul Casey, numero 118 del ranking mondiale che durante il Dunhill Links Championship di Kingsbarns, in Scozia, ha visto sfumare un eagle (due colpi sotto il par) alla buca 12 a causa di un meticcio sfuggito al controllo del padrone. Il golfista divertito ha poi recuperato la pallina senza problemi, accontentandosi di un birdie (un colpo sotto il par).

– ALLIGATORI NEI LAGHETTI.
Non ha avuto la stessa sorte un 77enne che giocava all’Ocean Creek Golf Course in Sud Carolina che si è invece visto rubare la palla da un alligatore di tre metri che viveva nel laghetto del campo. Dopo il tiro finito in acqua, l’uomo si è avvicinato alla pozza per recuperare la pallina, ma l’animale l’ha aggredito strappandogli parte del braccio. L’alligatore è stato ucciso, ma il 77enne ci ha rimesso un arto.

Avvistare coccodrilli mentre si gioca a golf, tuttavia, non è così raro. Al Leopard Creek Country Club di Malelane, in Sud Africa, costruito nei pressi del Crocodile River – nomen omen – spesso gli alligatori fanno irruzione sul percorso.

– IL COCCODRILLO SUL GREEN.
Un incontro ravvicinato l’ha fatto lo spagnolo Pablo Martin: chiusa la buca 13, del Leopard Creek Country Club di Malelane, in Sud Africa si è avvicinato sul green (il tappeto erboso in cui si trova la buca) per recuperare la pallina. Ma il comitato d’accoglienza non era dei migliori, infatti, ad attenderlo, c’era un coccodrillo con le fauci spalancate. Inutile dire che Martin se la sia data a gambe levate.

Nei laghetti non capita di trovare solo gli alligatori. Al Carbrook Golf di Brisbane, in Australia, ci nuotano addirittura sei squali toro. Gli animali sono stati trasportati da un fiume circostante che tempo fa ruppe gli argini. E hanno deciso di non abbandonare il laghetto.
Così, vicino alla pozza, è stato piazzato un cartello ben in vista: «Attenzione, pericolo squali». E, tra un colpo e l’altro, i giocatori più temerari si avvicinano al laghetto per vedere spuntare una pinna. Ma se cade una pallina in acqua preferiscono non recuperarla.

Gli squali, poi, devono avere una passione per il golf.

– PIOVONO ANIMALI DAL CIELO.
A ottobre 2012, al San Juan Hills Golf Club nel Sud della California, un piccolo esemplare di 60 centimetri è piovuto dal cielo finendo vicino alla buca 12. È probabile che l’animale fosse stato catturato da un uccello nell’Oceano Pacifico, distante appena cinque chilometri, e che poi gli sia sfuggito mentre volava sopra il percorso.
I dipendenti del club sono riusciti a salvare lo squalo mettendolo dentro un secchio con acqua salata e riportandolo nell’oceano. Non prima, però, di avergli scattato una foto ricordo.Infine, sui campi da golf c’è da prestare attenzione a varie incursioni. Come i babbuini a Sun City in Sud Africa, o la più recente invasione di canguri in Australia per l’Open di Canberra.

L’ultima fonte di pericolo, ma non meno preoccupante, del golf è rappresentata dalle piccole auto a batteria usate per spostarsi lungo il percorso di gioco. Le golf car possono raggiungere velocità considerevoli anche grazie alle varie pendenze dei campi, tanto che gli incidenti sono piuttosto infrequenti. Infatti, secondo uno studio dell’American journal of preventive medicine, negli Stati Uniti dal 1990 al 2006 gli infortuni provocati dalle golf car sono aumentati del 130%, arrivando a quota 150 mila (il dato non riguarda solo i campi da golf, ma anche gli altri eventi in cui sono utilizzate le macchine).La diffusione delle automobiline ha provocato nel 1990 5.772 incidenti, ma nel 2006 si erano già superati i 13 mila.
«Il golf sarebbe meglio giocarlo a piedi, anche per evitare di trasformare i campi in una pista dove queste auto spesso sfrecciano guidate da piloti improvvisati, troppo frenetici e spericolati», è la testimonianza di Giovanni Valentini, autore del libro La magia del golf (edizioni Sperling & Kupfer).
Il problema, infatti, non riguarda solo la diffusione delle golf car: le automobiline sono diventate più veloci e potenti rispetto al passato.
I bambini sono i più colpiti. Così, non è raro che ci si faccia male soprattutto cadendo o saltando giù da questi particolari mezzi. E a farne le spese sono soprattutto i più giovani, non solo perché sono più spericolati, piuttosto perché le golf car «non sono disegnate per il trasporto dei bambini», come ha spiegato Laura McKenzie del Nationwide Children’s Hospital di Columbus in Ohio, che ha curato la ricerca.

Visto i fatti descritti sopra, alcuni dei quali con conseguenze tragiche, siete sempre convinti che il golf sia una sport rilassante e non pericoloso?

1 Commento

  1. Bri

    Purtroppo e anche successo che alcuni giocatori di golf innervositi dalla presenza di anatre selvatiche le hanno decapitate, lo sapeva questo? Ci sono dei video terribili a riguardo e la cosa mi ha allontanato da questo sport😢

    Rispondi

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